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Big Data & Internet of Things, il futuro della privacy è a rischio

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Sono molteplici e avvincenti le potenzialità dei Big data e dell'Internet of Things, ma tanti anche i pericoli di vedere nei prossimi anni una società di cittadini catalogati e "taggati" avvolti in giganteschi meccanismi di profilazioni online sempre più accurate e vessatori nei confronti degli utenti.

Queste ed altre sono state le riflessioni emerse nel convegno "Big Data & Privacy by Design nell'era dell' Internet of Things con il Regolamento UE", organizzato da Federprivacy con il patrocinio del CNR Area della Ricerca di Pisa, che si è svolto oggi nella città della torre pendente con illustri esperti della materia, tra cui Domenico Laforenza, Direttore dell'Istituto di Informatica e Telematica, che ha spiegato:

“L'adozione e la diffusione di tecnologie e applicazioni IoT é in fortissima crescita. Il crescente numero di produttori e di prodotti IoT rende, di fatto, estremamente complesso un controllo accurato della rispondenza tra quanto proposto sul mercato e le necessarie garanzie in termini di privacy e sicurezza che garantiscono i consumatori. Per ridurre i rischi di “sorveglianza digitale” - ha sottolineato Laforenza - sono certamente necessarie leggi e regolamenti condivisi ma, molto importanti rimangono attenzione e cultura digitale da parte degli utenti finali e, da quest’ultimo punto di vista, molta strada c’è ancora da fare”.

A proposito delle regole che occorrono per gestire i fenomeni planetari dell'Internet of Things e dei Big Data, è intervenuto il Prof. Franco Pizzetti, giurista e già presidente del Garante per la protezione dei dati personali, che a margine del convegno ha spiegato come un importante strumento sia costituito dalla cosiddetta "Privacy by Design":

"Se diritto e tecnologia saranno ben armonizzati, la maggiore disponibilità di dati potrà realmente determinare un cambiamento di tipo cognitivo, permettendoci la scoperta di nuove relazioni tra dati, persone ed oggetti. Come previsto dal nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, è quindi più che mai necessario rafforzarne la tutela 'sin dall’inizio', ossia intervenendo sui trattamenti dal primo momento in cui un servizio o una nuova applicazione sono pensati e progettati."

E se servono le regole, oltre alla sensibilizzazione degli utenti finali, è indispensabile anche che le aziende che operano nei settori delle nuove tecnologie si avvalgano di professionisti competenti, come ha rimarcato Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy:

"Per gestire fenomeni come i Big Data e l'Internet of Things occorrono regole e anche professionisti che contribuiscano a farle rispettare, e per questo un passo avanti è stato fatto con l'introduzione del Regolamento UE 2016/679, che impone l'obbligo di dotarsi di un data protection officer per tutte le imprese che nelle loro attività principali trattano dati su larga scala o monitorano gli utenti sistematicamente."

Al convegno hanno partecipato in oltre 200, tra professionisti, aziende, ricercatori e docenti universitari, e nell'occasione è stato presentato anche un nuovo libro su "Big Data e Privacy by Design", a cura di Franco Pizzetti, ed edito da Giappichelli.

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