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Se gli ordini professionali “scricchiolano”, le professioni certificate avanzano nel mercato del lavoro e del business

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Mentre le recenti vicende politiche sono tornate a paventare una possibile liberalizzazione delle professioni, con la conseguente abolizione dei tradizionali albi professionali, di riflesso le professioni certificate attraverso norme riconosciute a livello europeo continuano ad acquisire valore. La professione del Consulente della Privacy è tra queste una delle più innovative.

Come ha affermato il noto giurista Francesco Galgano in una intervista del 20 luglio 2011, “non si può pensare che la laurea sia sufficiente, che sia il biglietto vincente, la partita più grossa comincia dopo. L’università fornisce solo il bagaglio di conoscenze utili a entrare in campo”.

Infatti, se da una parte un percorso di studi specialistico è la base migliore per proiettarsi verso la libera professione, è pur vero che nel mercato sempre più severo del mondo del lavoro e dell’imprenditoria, quello che veramente conta è il proprio ”know-how”, e più complicato ancora è poter dimostrare le proprie competenze e capacità a un potenziale datore di lavoro che deve assumere un manager, o ad un’azienda che deve affidare un determinato incarico ad un professionista.

“E’ evidente che chi valuta i candidati e deve prendere una decisione su un’assunzione o l’affidamento di un incarico, ti scruta con diffidenza, ed estrema oggettività, perché nel mondo del lavoro nella nostra società globalizzata e terrorizzata dai venti di crisi, le offerte sono sempre meno, quelle che ci sono sempre più specifiche, e come se non bastasse le imprese sono sempre più esigenti”, ha detto recentemente Nicola Bernardi,  Presidente di Federprivacy, associazione di promozione sociale che ha ideato e realizzato una delle nuove professioni certificate che promette di essere tra le più dinamiche dei nostri tempi, come il Consulente della Privacy.

Come si può certificare un professionista senza iscriversi ad un albo?

La norma che rende possibile ottenere  la certificazione per un libero professionista che svolge una specifica attività non riconducibile a nessuna di quelle già previste per legge dal nostro ordinamento giuridico, è la ISO 17024:2008, la quale, attraverso un percorso di formazione specifica e di oggettiva dimostrazione del possesso dei requisiti richiesti dal protocollo che regolamenta quella specifica professione, consente di accedere agli esami di certificazione, che sono strutturati secondo i parametri dettati dalla stessa norma, la quale richiede la massima trasparenza e aderenza alle regole fissate. Questo meccanismo, d’altra parte permette di attribuire grande valore a una certificazione di questo tipo, che può essere “spesa” nel competitivo mercato del lavoro che deve affrontare chi desidera costruirsi una professione.

Nessun dubbio quindi che, specialmente per le attività cosiddette pericolose, come quelle che comportano la gestione dei dati personali, sia fondamentale poter conseguire e documentare le dovute credenziali. E la certificazione del Consulente della Privacy è un lungimirante obiettivo che Federprivacy ha realizzato al passo con i tempi in cui viviamo, dove il solo“pezzo di carta” quale è il diploma o la laurea non basta più.

Fonte: Federprivacy

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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Gennaio 2012 17:59

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