Mar19062018

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“Windows 10 ti spia”?

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Windows 10 è arrivato . E con il nuovo sistema operativo arrivano anche le prime critiche. La più feroce riguarda la privacy. Lo sviluppatore Jonathan Porta ha scritto un post con il quale, in sostanza, accusa Microsoft di voler spiare i nuovi utenti, attraverso impostazioni sulla privacy che (di default) consegnano nelle mani di Satya Nadella una mole eccessiva di dati.

Ancor prima di passare alle impostazioni “avanzate”, infatti, Windows 10 attiva in automatico almeno sette flussi di informazioni: dati personali che l'utente invia a Microsoft senza saperlo. Per proteggere la propria privacy, deve essere l'utente a cambiare le impostazioni e dire “no”. Un'inversione che Porta definisce “inquietante” nel titolo del post e “spaventoso” nella url.

Basta installare Windows 10 per dire sì a queste impostazioni: “Personalizza il tuo discorso discorso con l'invio a Microsoft dei dettagli su contatti e calendari”; “invia dati sulla battitura per migliorare i suggerimenti della piattaforma”; “consenti a Windows e alle app di rilevare la tua posizione e la cronologia dei tuoi spostamenti”; “invia i dati a Microsoft e ai suoi partner di fiducia i dati sulla tua posizione per migliorare i servizi di localizzazione”; “Usa la page prediction per migliorare la lettura e accelerare la navigazione”; “connetti automaticamente agli hotspot suggeriti”; “invia a Microsoft gli errore e le informazioni di diagnostica”.

Sono tutte funzioni previste, secondo Microsoft, per migliorare i servizi. E una portavoce del gruppo ha negato qualsiasi vendita di dati. Porta però sottolinea un trattamento quantomeno allegro delle informazioni. Perché fornisce “indicazioni troppo vaghe” sullo scopo dei dati e perché “non fornisce informazioni sufficienti sulle terze parti” (cioè “i partner”). Microsoft non è certo l'unica azienda che ottiene dati in questo modo. Ma il problema sta nelle informazioni di default: con Windows 10, non è l'utente a dare un consenso esplicito. Al contrario: deve conoscere le impostazioni e disattivare. Un'opzione che solo una piccola parte degli utenti eserciterà.

Fonte: Affaritaliani.it

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