Ven20042018

Ultimo aggiornamento06:43:53

Se parcheggiate in divieto di sosta a Brindisi diventerete famosi per 20 giorni

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Se guidando in auto nella città di Brindisi prendete una multa, non nascondetelo a vostra moglie, ma soprattutto non lo dite a nessuno fuori dalle mura domestiche, tanto lo sapranno già tutti, semplicemente con un click. Tutte i verbali di accertamento di violazioni stradali sono infatti a portata di mouse sul sito del Comune.

 

 

Che da inizio 2011, fosse obbligatorio per i comuni istituire l'albo pretorio online, (rispettando le prescrizioni del Garante della Privacy), era cosa nota, ma che su detto albo dovessero essere pubblicate tutte le multe comminate agli automobilisti per 20 lunghi giorni, con tanto di nome, cognome, data di nascita, residenza, tipo e targa del veicolo, dettagli dell'infrazione, etc. come fa il Comune di Brindisi,  è quantomeno atipico.

E la cosa nella zona è pure risaputa da qualche tempo, si sono mosse le associazioni di consumatori, che lo scorso 3 dicembre hanno informato il Garante della Privacy, il quale ha aperto un fascicolo ad oggi ancora in lavorazione presso il Dipartimento Libertà Pubbliche e Sanità.

Qui sorge peraltro un interrogativo: se, come nel caso di recenti vicende politiche legate alla privacy, l'Authority per la protezione dei dati personali ha dato prova di poter rispondere in un tempo misurabile in ore, perchè in questo caso se ci sono i dati dei cittadini diffusi online, accessibili a chiunque, dopo tutto questo tempo, non si è data risposta e non si è agito tempestivamente? 

Se la pubblicazione delle multe è dovuta, allora anche tutti gli altri 8.091 comuni del nostro Paese devono adeguarsi al più presto e mettere alla gogna tutte le violazioni del codice della strada di milioni di italiani!

 

"Purtroppo - afferma il presidente provinciale dell’associazione di consumatori Aduc, Giuseppe Zippo - tutte quelle informazioni riservate continuano a restare disponibili e accessibili a tutti. Chiunque, infatti, aprendo dal sito istituzionale la finestra “Albo Pretorio” e, poi, “Documenti Pubblicati” è in grado di appurare quanti e quali brindisini sono stati destinatari di verbali di accertamento per infrazioni al Codice della Strada. Una cosa davvero assurda che potrebbe creare problemi a più di qualcuno che, magari, ha tutto l’interesse a non rendere pubblico dove e perchè si trovava in un posto in quel preciso istante. Sembrano banalità, ma in realtà si tratta di concrete intromissioni nella vita privata dei cittadini, di pubblicazione, cioè, di dati personali sensibili che, a mio avviso, configurano violazioni della privacy. Ho anche scritto al Comune (affinchè siano verificate quanto prima le condizioni di legittimità di tale pubblicazione al fine di evitare ulteriori possibili violazioni che rischiano di penalizzare oltremodo i cittadini coinvolti negli accertamenti». «L’Adoc - conclude Zippo - resta in attesa del pronunciamento dell’Autorità Garante, a seguito della quale esperirà qualsiasi azione di sua competenza per salvaguardare la riservatezza dei propri rappresentati». 

Staremo a vedere, nel frattempo, se passate per Brindisi a insaputa di vostra moglie, attenzione a non parcheggiare in divieto di sosta, e guidate piano se non volete divorziare!

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno - Sito Comune di Brindisi

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Gennaio 2014 11:10

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