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Vicenza: ricerca del defunto online, ma la privacy segue anche i morti

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La privacy ci segue anche nella tomba. Non per scherzo: il garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro ha scritto al Comune di Thiene per chiedere spiegazioni sul servizio di ricerca del defunto online, voluto dalla precedente Amministrazione. Fino a qualche giorno fa sul sito web comunale era possibile, digitando cognome e nome, trovare con un semplice clic il luogo della sepoltura dei propri conoscenti, che fosse a terra, in loculo o in cappella.

 

Sembra però che questa utile funzione non rispetti il codice in materia di privacy. Del resto, lo stesso Garante si era espresso tempo addietro per questioni inerenti l’accesso ai dati dei defunti. «Quando il segretario comunale ha ricevuto la notifica, è  letteralmente sbiancato», ha riferito l'assessore all'innovazione tecnologica. «Il Comune, oltre a una sanzione pecuniaria, rischia anche a livello penale. Per cercare di mettersi al riparo, sulla pagina dei servizi cimiteriali del sito comunale è comparso un avviso: “Il servizio di ricerca del defunto è momentaneamente sospeso". «È chiaro - ragiona il segretario - che se il Garante ci ha inviato questa comunicazione, significa che pensa ci sia qualche problema. Nel dubbio al momento abbiamo optato per la sospensione del servizio. Preciso che sul sito non sono reperibili dati sensibili, ma solo dati personali, che possono essere trattati secondo quanto previsto dalla legge». Il segretario si dice tranquillo che alla lettera non seguiranno conseguenze penalmente rilevanti per l'ente. «Credo che il massimo che si possa rischiare sia la cessazione del servizio. Non sappiamo se la lettera con la richiesta di spiegazioni sia stata inviata solo a noi, oppure anche ad altri Comuni. Il servizio infatti è attivo in molte città, per esempio a Padova, Torino, Montecatini. In qualche caso con criteri meno stringenti dei nostri: da noi è infatti obbligatorio inserire cognome e nome del defunto, mentre altrove è sufficiente digitarne una parte». Nei Comuni citati il servizio risulta però ancora attivo, e questo fa pensare che nei rispettivi uffici non sia arrivata alcuna lettera. Che il Garante avesse ricevuto un'imbeccata dall'Alto Vicentino, firmata da qualche thienese preoccupato per la privacy dei propri congiunti? Difficile da dire. L'unica certezza è che il caro estinto potrebbe risultare davvero... caro, a chi pensava di offrire un servizio in più ai cittadini. «Ci siamo trovati una bella gatta da pelare» chiosa l'assessore Michelusi. «Siamo comunque sereni, dato che il “cerca defunto" non lo abbiamo autorizzato noi».

 

Fonte: Il Giornale di Vicenza

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