Ven19102018

Ultimo aggiornamento06:43:53

Viola il diritto alla privacy della moglie per non darle l'assegno di mantenimento: condannato

  • PDF

Pende il giudizio di separazione e la moglie pretende l'assegno di mantenimento. Lui, nel frattempo, viene in possesso di una lettera indirizzata a lei da un colosso del settore bancassurance. «Qui gatta ci cova», pensa l'uomo, e decide di aprire la corrispondenza, premeditando di utilizzare di fronte al giudice civile la notizia di quel rapporto patrimoniale evidentemente rimasto nascosto fino a quel momento.

La fotocopia del documento risulta effettivamente esibita nel giudizio di separazione da parte del marito, che punta a stroncare le richieste economiche di lei, sventolando sotto il naso del giudice la prova dell'esistenza di una polizza vita, che lei voleva tenere segreta. Ma lui non può invocare la «giusta causa» prevista dal secondo comma dell'articolo 616 cp e dunque non evita la condanna, nonostante in passato la giurisprudenza di legittimità abbia ritenuto la sussistenza della scriminante in un analogo caso di rivelazione del contenuto della corrispondenza. È quanto emerge dalla sentenza 35383/11, pubblicata il 29 settembre 2011 dalla quinta sezione penale della Cassazione. Il collegio si discosta da un precedente indirizzo interpretativo in tema di articolo 616 cp. Lo fa seguendo la dottrina secondo cui è ancora del tutto aperto il dibattito sulla produzione in giudizio di documenti ottenuti illecitamente, tramite la lesione di un diritto fondamentale, come è quello alla riservatezza della corrispondenza, tutelato dall'articolo 15, comma 2 della Costituzione oltre che dalla legge. La giusta causa presuppone inoltre che la rivelazione in giudizio della corrispondenza bancaria sia l'unico mezzo a disposizione per contestare le richieste del coniuge controparte. Mentre il marito avrebbe ben potuto chiedere al giudice di ordinare alla moglie o all'azienda l'esibizione di un documento, come la lettera, di cui riteneva necessaria l'acquisizione al processo. Insomma, l'interesse offeso di lui poteva essere tutelato in altro modo, senza violare la privacy di lei. Né risulta sufficiente a integrare l'invocata scriminante il rilievo che l'agente sia stato determinato alla condotta da un movente che di per sé non è riprovevole.Come è andata a finire? multa di 200 euro, più risarcmeno dannni e altri1.500 di spese processuali alla parte civile. Costa quindi caro al marito l'improvviso colpo di testa alla fine della toria d'amore.

Fonte: Italia Oggi del 01/10/2011

Ti può interessare anche:

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Dicembre 2011 14:02

Focus

Privacy, utenti più tutelati con il giro di vite sul consenso

Privacy, utenti più tutelati con il giro di vite sul consenso

Amici che con vostro stupore sanno dove vi trovate o che musica state ascoltando, call center che vi bersagliano di telefonate promozionali nonostante non vi ricordiate di aver mai dato loro il...

18 Mag 2017 Letto:1038

Leggi tutto

RGPD e profilazione: cosa cambia con il nuovo Regolamento?

RGPD e profilazione: cosa cambia con il nuovo Regolamento?

Il diavolo e l’acqua santa: il paradigma potrebbe apparire eccessivo ma descrive in sintesi il rapporto che accomuna le attività di profilazione ed il trattamento dei dati personali. Infatti se esaminiamo tutto...

15 Apr 2016 Letto:6314

Leggi tutto

La sicurezza dei sistemi di ICT in una prospettiva di law and techno…

La sicurezza dei sistemi di ICT in una prospettiva di law and technologies

La sicurezza è un bisogno innato nell’essere umano, legato alla costante presenza nell’ambiente di condizioni di imprevedibilità che determinano nell’uomo stati emozionali di insicurezza, di paura. Nella sua analisi delle motivazioni del...

04 Apr 2016 Letto:1553

Leggi tutto

I dati personali come un numero telefonico? Il diritto alla portabil…

I dati personali come un numero telefonico? Il diritto alla portabilità del dato nel nuovo Regolamento UE

I dati personali come un numero di telefono. Standardizzati, leggibili a macchina, in definitiva portabili. È l’obiettivo dichiarato dal nuovo articolo 18 del Regolamento Europea sulla protezione dei dati personali, secondo cui “l'interessato...

04 Apr 2016 Letto:1801

Leggi tutto

Nuovo Regolamento europeo: molto più complesso se si pensa allo scen…

Nuovo Regolamento europeo: molto più complesso se si pensa allo scenario

Il Regolamento europeo per la privacy, non è una semplice nuova legge, per le aziende sarà una innovazione che si dovrà inserire in un contesto estremamente complesso ed in uno scenario giuridico...

04 Apr 2016 Letto:2306

Leggi tutto

Multe & Sentenze

Il Corriere della Privacy S.r.l. P.I. 06199650489 - Testata registrata Tribunale di Firenze N.5871 del 08.05.2012
©Copyright 2011-2018 | | Direttore Responsabile: Nicola Bernardi