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La multa può essere annullata se il comune non è in regola con la Privacy

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Con una sentenza del Giudice di Pace di Bari, un automobilista ha chiesto ed ottenuto l’annullamento di una multa presa per un semaforo rosso additando la mancata redazione del documento programmatico sulla sicurezza dei dati personali da parte del Comune che aveva comminato la sanzione.

Nel ricorso presentato, il cittadino ha infatti invocato l’art. 11 comma 2 del Dlgs 196/2003, il quale prescrive che “i dati personali trattati in violazione della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati personali non possono essere utilizzati”, denunciando allo stesso tempo il fatto che il Comune non aveva adottato le misure di sicurezza per una adeguata protezione dei dati personali, né tantomeno redatto il Dps, obbligatorio per tutti quei soggetti che trattano dati personali di carattere sensibile con strumenti elettronici, (oltre a quelli dei propri dipendenti), come appunto un qualsiasi comune d’Italia, che generalmente gestisce quotidianamente dati “idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale” del cittadino.

Il Comune, da parte sua, non ha “in alcun modo provato il rispetto delle regole basilari né ha saputo dimostrare il contrario”, e questo ha subito convinto il giudice pugliese ad accogliere il ricorso annullando la sanzione di 150 euro e la relativa decurtazione di 6 punti, condannando inoltre la pubblica amministrazione alla rifusione delle spese e competenze di causa quantificate in 180,00 euro. (Sentenza  Giudice di Pace di Bari n. 2309 del 11.03.2010)

A parte l’astuto ribaltamento della situazione descritta, che interesserà soprattutto agli automobilisti più furbi che sono sempre alla ricerca di scappatoie quando sono colti in flagrante, ciò che desta maggiori perplessità, è il fatto che le prescrizioni obbligatorie delle misure di sicurezza per la protezione dei dati personali dettate dalla normativa sulla privacy sono diffusamente disattese, e troppo spesso dalle pubbliche amministrazioni, che proprio dovrebbero essere le più virtuose nel rispetto delle regole.

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